Post in evidenza

Presentazione

Se avessi dovuto scrivere una mia presentazione qualche tempo fa, sicuro avrei iniziato così:

Mi chiamo Arianna Capogrossi, ho ventotto anni e sono una neo laureata in lingue e letteratura straniera.

E basta? Sì, perché fino a non molto tempo fa, non solo non sapevo chi fossi, ma nemmeno sapevo chi volessi diventare e, per tornare alla mia lettera di presentazione, sicuro sarei andata nel panico perché, oltre ad essere laureata, chi sono?

A questa domanda riesco a dare una risposta effettiva solo da pochi giorni: sono una scrittrice, una giovane scrittrice agli esordi della sua carriera.

E che cosa scrivi?

Scrivo romanzi per lo più autobiografici, storie di ragazze e ragazzi alle prese con i cambiamenti della loro vita e alla ricerca di sé stessi. Racconto le loro realtà, il loro presente, focalizzando l’attenzione su dei flashback del loro passato in cui compaiono importanti esperienze, che più di tutte li hanno formati. Tra le emozioni, desideri, passioni e ambizioni de* protagonist* il tono del racconto non è mai lo stesso, anzi, mi piace alternare un ritmo coinvolgente, a uno che spinge la/il lett* alla riflessione e all’immedesimazione con il personaggio.

Perché scrivi?

La scrittura non è magia ma, evidentemente può diventare la porta di ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi” (Aharon Appelfeld).

Scrivo per questo, scrivo per comunicare con le persone, cercando di raccontare una realtà effettiva, una realtà decorata da emozioni, desideri, paure e perplessità.

Il mio obiettivo, dunque, è scrivere per comunicare con gli altri e per questo motivo mi sento di dire che la scrittura ha uno scopo ben preciso, è impossibile cimentarsi nell’estensione di un racconto o di un libro che sia, senza prima aver chiaro il perché lo si stia facendo. Nella mia vita ho sempre scritto molto, dal diario adolescenziale, ad articoli su blog a libri completi e, per quanto mi fosse possibile, ho sempre cercato di rendere chiaro il messaggio che volevo rivolgere ai destinatari.

Di quali argomenti parlerai nel blog?

Nel mio blog parlerò, anzitutto, del mio primo libro pubblicato che è Un nuovo inizio, raccogliendo con piacere opinioni, riflessioni e pareri (com’era solita dire la mia professoressa di letteratura italiana delle superiori) che voi stessi potrete rilasciare qui sul blog 🙂

Condividerò con voi, i miei progetti, i nuovi libri che ho in mente di scrivere e come pubblicizzarlo nel modo migliore;

Parlerò, anzi, scriverò di quanto sia importante e benefico scrivere, raccontarsi e librarsi perché, diciamolo, scrivere è anche libertà;

Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Se il blog riscuotere il successo sperato, conto di pubblicizzare e recensire i libri di giovani e aspiranti scrittori che, come me, sono partiti da zero.

Condividerò con piacere le migliori tecniche per accrescere il proprio business attraverso il digitale;

Sono una scrittrice / scrittore, ma non ho il coraggio di pubblicare ciò che ho scritto

Non siate troppo intransigenti con voi stessi, scrivere significa mettere a nudo la proprio anima, perciò non pensate sia un gesto semplice e immediato!

Però occorre che vi chiediate questo: voglio fare della scrittura il mio lavoro?

Se la risposta è sì, allora posso solo suggerirvi di andare oltre le paure, le delusioni e le incertezze perché, credetemi, le case editrici non verranno certo a citofonarvi sotto casa! Dovrete essere voi a informarvi bene e, soprattutto, a credere nel vostro lavoro.

So che è difficile e so anche che avere paura è più che normale, però se volete diventare degli scrittori, vivendo di libri, occorre focalizzarsi sul proprio obiettivo, mettendo a tacere il resto.

Arianna Capogrossi

Concedetevi di sbagliare

Questo articolo è rivolto a tutti coloro che ancora non hanno trovato la loro strada,
si rivolge a chi, pur avendo superato i venticinque anni, si ritrova intrappolato nell’incertezza, nella paura di commettere errori, nell’ansia di non aver ancora capito che cosa fare nella vita.
Lavorare in Italia senza aver prima conseguito un titolo di studio universitario è molto difficile e, per questo motivo, ci si sente spinti a scegliere una facoltà che sia nelle nostre corde e che, soprattutto, offra sbocchi lavorativi.
Come iniziata l’università, molti hanno anche la necessità di lavorare per sostenersi e pertanto, trovano un lavoretto qualunque: ripetizioni, cameriere, rappresentante di prodotti di cosmetica, commesso o commessa, fattorino delle pizze e altri.
Nella mia esperienza personale, anche io ho scelsi di conciliare lo studio con il lavoro e, fin tanto che si trattava di dare esami non avevo riscontrato alcun problema, anzi, la maggior parte dei professori, si era sempre dimostrata molto disponibile e cordiale con gli studenti lavoratori. Altri però, non erano dello stesso avviso, e ogni qualvolta che mi presentavo ai ricevimenti mi ripetevano: «ma lei si rende conto che il lavoro deconcentra dallo studio?», oppure «ma lei si rende conto che il 70% dell’esame sono le lezioni?» o anche, «ma non può lasciare il lavoro? Sennò la tesi come pensa di scriverla?».
È vero, sicuramente concentrarsi esclusivamente sullo studio, prendendo sempre parte alle lezioni, ha i suoi vantaggi ma il punto è un altro: gestirsi tra lo studio e il lavoro è difficile, subire il pressing dai professori o dai nostri genitori, è altrettanto pesante ed è proprio a questo punto che si può perdere di mira il nostro obiettivo: chi vogliamo diventare?
Di certo non esiste un comportamento giusto o sbagliato da tenere, anzi, credo che in generale vadano ascoltati i nostri giovani istinti e desideri di libertà e proprio perché si è giovani, possiamo permetterci di sbagliare, di fare lavori che non ci piacciono, capire che quell’indirizzo universitario scelto ci fa impazzire o ci fa schifo!
Permettetevi di sbagliare, prendetevi il lusso di farlo perché, come dice il detto sbagliando si impara.
Vi faccio un esempio personale: quando ero ancora alle superiori, mentre le mie compagne di classe avevano più o meno tutte la media dell’otto, io non andavo mai oltre il sei, giusto in spagnolo e francese avevo dei voti più alti, ma per il resto la maggior parte dei professori mi vedeva come la pecora nera della classe.
Furono in molti a scoraggiarmi di prendere l’università, quasi nessuno ebbe una parola di incoraggiamento per quello che sarebbe stato il mio futuro, eppure nonostante queste premesse, mi sono laureata e specializzata in Scienze linguistiche letterarie e della traduzione.
Se da un lato la scelta di continuare a studiare lingue fu il risultato di un interesse reale, crescendo mi resi anche conto che decidere di specializzarmi in lingue era per me un terreno sicuro, come cadere in piedi da un burrone!
Una volta laureata iniziai a guardarmi attorno in cerca di un lavoro, tuttavia con l’arrivo della pandemia di lavorare non se ne parlava e, per questo motivo, visto che siamo nell’era della tecnologia, mi segnai a dei corsi online sul digital marketing, materia per me assolutamente sconosciuta.
Se in un primo momento credevo che non sarei mai riuscita a superare l’esame finale, dopo un paio di settimane di studio intenso mi accorsi che quella materia mi piaceva veramente molto e, soprattutto, constatai che per quanto avessi amato i miei studi universitari, avrei potuto mettermi alla prova in materie diverse, come in questo caso il marketing.

Conclusione? Non si rinnega nulla nella vita, sono felice di aver intrapreso e concluso la strada delle lingue e della letteratura straniera, tuttavia se come nel mio caso pensate di aver scelto un indirizzo universitario o un lavoro solo per “sicurezza”, concedetevi la possibilità di mettervi in discussione, provando ad approcciarvi a qualcosa di diverso e che vi incuriosisce.

Abbiate il coraggio di essere felici.

Arianna Capogrossi

Stare bene con sè stessi prima, poi l’amore


Se state vivendo un periodo di “singlitudine” da diverso tempo, questo articolo potrebbe fare al caso vostro. Siete single da quanto? Un mese? Un anno? Una vita? Vi siete mess* in gioco tante volte, sperando e confidando che fosse la persona giusta per voi e, nonostante questo, ne siete rimasti delusi, talmente delusi da non concedervi il giusto tempo per digerire quell’amaro boccone.
La delusione in questi casi è forte e, pertanto, avete deciso di rimettervi subito sulla piazza…magari su Tinder o su una qualsiasi altra app per incontri, ho ragione? Intendiamoci, non ci sarebbe nulla di male ma a questo punto vi chiedo: siete sicur* che  questa costante ricerca di una persona al vostro fianco, non significhi che non sappiamo convivere con noi stess*? Perché sentiamo la necessità di trovare immediatamente l’amore? Perché andiamo alla ricerca di soggetti che, pur rendendoci conto che non fanno proprio al nostro caso, ce li teniamo stretti come il piumone di inverno? 
Ogni situazione è a sé stante ovviamente e non esistono regole universali nel campo delle relazioni, ad ogni modo se leggendo l’articolo avete rivisto un po’ della vostra storia, provate a riflettere se è il caso di continuare per questa strada o se volete cambiare il vostro modo di vivere le relazioni.
Se pensate di aver bisogno di un/una partner per stare bene, siete in torto: prendersi cura di noi stessi è il primo passo per la felicità e, affinché ciò sia possibile, dovete imparare a conoscervi bene. Chiedetevi sempre che cosa volete dalla vostra vita e, una volta avuta la risposta, cercate di essere coerenti con le vostre necessità. Mi spiego, se al vostro fianco desiderate una persona sensibile, empatica e attenta ai vostri sentimenti, non potete poi accontentarvi della prima persona che vi capita perché, al 99%, non sarà quella giusta. Mi rendo conto essere difficile, nelle frequentazioni poi subentrano sempre diversi fattori, ma se siete alla ricerca di una relazione felice, che vi faccia battere il cuore, coinvolgendovi in un vulcano di emozioni, dovrete avere la pazienza non solo di aspettare ma, soprattutto, di ascoltare e rispettare ciò che realmente desiderate. 
In attesa che arrivi la persona giusta per voi (quando meno lo si aspetta), cercate di rimanere concentrati sulla vostra vita focalizzando gli obiettivi a cui mirate: realizzarsi professionalmente, fare sport o buttarsi su una nuova attività, quello che preferite! L’importante è essere consapevoli di sé stessi e di non accontentarsi mai. 
Purtroppo non è un meccanismo facile, specie se si ha desiderio di dare, e ricevere, tanto amore. Questo desiderio, spesso si tramuta in esigenza e può portarci fuori strada, facendoci vedere nella persona che abbiamo di fronte, l’amore della nostra vita, quando in realtà, sappiamo benissimo non essere giusta per noi. 
In conclusione, car* lett*, ricordatevi sempre che l’amore è bello, bellissimo, ma non può esistere senza un reale equilibrio in noi e, se questo manca, non sarà certo il/ la vostra partner a potervelo dare. 
Imparate ad amarvi, rendendovi conto del vostro valore, imparate a trovare rifugio in voi stess*, acquisite più consapevolezze su di voi perché, solo a quel punto, saprete riconoscere la persona giusta, che sarà all’altezza di ciò che siete. 

Questo è uno dei temi centrali del mio libro Un nuovo inizio, se siete interessati ad approfondire l’argomento, lo trovate disponibile anche su Amazon.

Un nuovo inizio

Arianna Capogrossi

Un nuovo inizio

Ciao,

Questo è il mio sito, il sito di una ragazza, Arianna Capogrossi, che ha finalmente realizzato uno dei suoi sogni più grandi: vedere pubblicato il suo primo libro.

Un nuovo inizio è il titolo che ho scelto di dare perché, effettivamente, è ciò che per me ha rappresentato sin dalle prime righe buttate giù, durante una piovosa giornata di marzo trascorsa alla Biblioteca Nazionale di Roma.

Scrivere del proprio presente svelando, poco alla volta, il proprio passato, ricostruendone le esperienze più significative della nostra vita, è ciò che meglio caratterizza Un nuovo inizio e, soprattutto, è ciò che più preferisco scrivere.

La protagonista della storia è una ragazza di nome Eleonora che vive una vita felice, circondata dall’affetto della famiglia e degli amici. Concilia lo studio con il lavoro dedicandosi anche a una lunga e difficoltosa stesura di una tesi di laurea. Una serie di eventi la porterà a mettere tutto in discussione, a dubitare delle proprie capacità e a sprofondare in un baratro. Il percorso con una psicoterapeuta la indirizzerà verso un nuovo modo di vivere la vita e le fornirà tutti gli strumenti necessari per prendere coscienza di sé.

Un nuovo inizio è stato pubblicato dalla Casa editrice NeP edizioni, in collaborazione con il blog Intanto scrivo che così commentano:

Si tratta di un testo scorrevole ed essenziale, a volte informale, che proprio dalla semplicità trae il suo punto di forza. Estremamente attuale, sembra parlare alle generazioni contemporanee: è facile immedesimarsi in Eleonora, con i suoi dubbi, paure e incertezze. Sin dalle prime pagine traspare un vissuto intenso e con interessanti e numerosi scorci di introspezione”.

Arianna Capogrossi

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito